Imposta su CO₂ differita per l’industria

La tassa sulla CO₂ per l’industria è attualmente posticipata. È quanto riferisce il Financieel Dagblad basandosi su fonti de L’Aia. Tuttavia, secondo il Ministero degli Affari economici e del Clima, il Governo ha ancora in programma di introdurre l’imposta sulla CO₂ nel 2021.

Carico aggiuntivo non raccomandabile durante la crisi del coronavirus

Il disegno di legge sulla CO₂ doveva essere presentato mercoledì scorso, ma non è stato così. “Abbiamo dedotto che il Gabinetto e la comunità imprenditoriale hanno ora priorità diverse”, afferma una fonte del FD. Al momento non sarebbe opportuno sottoporre le aziende ad un onere aggiuntivo, mentre sono interamente coinvolte nella crisi del coronavirus.

Ancora nessuna nuova data

Il Ministero degli Affari economici e del Clima non ha ancora stabilito una nuova data per la presentazione del disegno di legge, ma dichiara che l’introduzione è ancora prevista per il 2021. Secondo il FD, i lavori preliminari sarebbero stati quasi completati. Se l’implementazione continuera’  come previsto, la legge sarà inclusa nel Piano fiscale 2021, che sara’ presentato con la finanziaria il secondo martedì di settembre.

Le aziende temono una posizione competitiva

Il possibile rinvio è una notizia positiva per le società che si oppongono ad un’imposta sulla CO₂ nei Paesi Bassi. Per queste imprese, il prelievo olandese integrera’  i costi che vengono già pagati nell’ambito del sistema europeo di scambio di quote di emissioni ETS. Esse temono che la propria posizione competitiva finirà per deteriorarsi. Le organizzazioni ambientaliste temono che l’industria stia sfruttando la crisi del coronavirus per un rinvio più lungo, che avrebbe aperto le porte anche alla cancellazione definitiva.

La tassa sulla CO₂ si applicherebbe alle 300 società più inquinanti. Dopo difficili negoziati e nonostante le proteste da parte del settore, l’anno scorso la tassa è stata aggiunta all’accordo sul clima. L’onere dovrebbe essere un incentivo a ridurre le emissioni da parte dell’industria. Queste dovrebbero essere ridotte di 14,3 megatoni entro il 2030.