Il 40% DEGLI ZZP’ER RINUNCIA AL SOSTEGNO DEL GOVERNO

Circa il 40% dei lavoratori autonomi non potra’ fare affidamento sul sostegno del governo offerto in relazione alla crisi del coronavirus e circa  l’11% dei lavoratori autonomi non sa ancora se sarà necessario ricorrere al regime. È ciò che emerge dalle ricerche condotte dalla piattaforma per gli imprenditori indipendenti (PZO).

Sostegno al reddito o prestito economico

Al sondaggio hanno partecipato circa settecento membri e non membri dell’organizzazione autonoma. Ciò lo rende uno studio statisticamente rilevante, afferma la dirigente Margreet Drijvers. Il Governo ha fortemente esortato gli imprenditori a non richiedere il sostegno se  non  realmente necessario, scrive FD.

Sono possibili 2 forme di supporto. Fino a tre mesi di sostegno al reddito e un prestito di capitale circolante. I lavoratori autonomi senza partner possono ricevere € 1050 per tre mesi e € 1500 se hanno un partner. Inoltre, è possibile ottenere un prestito economico per capitale circolante superiore a € 10.500.

Ammortizzatori

La maggior parte degli imprenditori autonomi può sopravvivere grazie a  sussidi statali, le entrate di un partner o rivolgendosi ad un intermediario integrato (banche/istituti di prestito), afferma Drijvers. Uno su cinque lavora ancora e poco più del 30% lavora parzialmente durante la crisi. Il sondaggio mostra che quasi il 10% ha abbastanza riserve per sopravvivere un mese senza incarichi. Il 60% ha a sufficienza per andare avanti per tre mesi o più.

C’è anche un gruppo di persone che ricadono tra due categorie. Ad esempio, perché lavorano meno di 23 ore alla settimana. Questo gruppo ha davvero bisogno del supporto. Dovrebbe essere prevista anche una rete di ammortizzatori specifici per coloro che magari adesso riescono a barcamenarsi ma nel lungo periodo si dpotrebbero  trovare in difficolta’. Questo vale anche per i lavoratori autonomi che lavorano nei Paesi Bassi ma vivono oltre confine, secondo Drijvers nella FD.