In questi giorni i comuni stanno facendo del loro meglio per gestire le oltre centomila richieste di assistenza attese da parte di liberi professionisti.

L’obiettivo è quello di istituire al più presto uno sportello per pagare alcuni miliardi di euro agli imprenditori interessati che all’improvviso non hanno lavoro. Peter Heijkoop dell’Associazione dei comuni olandesi (VNG) è uno dei coordinatori del piano di emergenza autonomo, nella sua citta’ Dordrecht, cosi come nella vicina Rotterdam, stanno arrivando moltissime richieste di assistenza non solo da lavoratori autonomi del settore Horeca ma anche da altri settori che si sono fermati quali ad esempio le costruzioni o le infrastrutture.

Le richieste si stanno diffondendo a macchia d’ olio piu’ la situazione diventa seria.

La vecchia procedure prevedeva che si potesse fare richiesta di sostegno solo se:

  • avevi perso la casa
  • il tuo partner era anche lui in difficolta’
  • la redditivita’ del tuo business non e’ rilevante

In questo preciso momento tutti questi requisiti non vengono verificati, quindi lo Stato paga tutti quelli che ne facciano richiesta , rimandando le valutazioni sull’ ammissibilita’ della domanda ad un secondo tempo.

Wouter Koolmees, Ministro degli Affari Sociali, richiede ancora pazienza. La sua legge di emergenza deve ancora pervenire presso il Consiglio di Stato.

“Apprezziamo la tranquillità che il ministro vuole creare per un’attenta attuazione, ma i comuni sono già in affanno avendo gran parte del personale in quarantena e/o in tele lavoro. La velocità è fondamentale in questo momento. I principi formali verranno dopo”, afferma Heijkoop. Numerosi sono i funzionari che devono mettere tutto da parte per dare una mano. Ad aiutare vi sono anche le società di contabilità, le società immobiliari e i lavoratori autonomi. Numerose società commerciali, compresa la società di contabilità BDO, si sono offerte di fornire supporto.
In effetti, il piano di emergenza estende l’attuale schema BBZ (Decreto sull’assistenza autonoma), valutando le domande in maniera molto meno rigorosa.

Il governo ha stanziato circa 3,8 miliardi di euro per questa misura. Di questi, 1,5 miliardi di euro sono utilizzati per sostenere le entrate. Un lavoratore autonomo, con il sistema a regime, potrebbe ricevere fino ad un massimo di € 1500 al mese per tre mesi. Stanziati 2 miliardi di euro sono intesi come credito e 300 milioni di euro vanno all’attuazione.